Cos’è la natura? di Maurizio Morisco

Sempre più diffuso è l’argomento di una alimentazione sana e naturale, del rispetto dell’ambiente e delle sue forme di vita; agricoltura biologica, biodinamica, ecologia e tutela del clima sono ormai materia di discussione del  grande pubblico.

Ritmi terrestri ed astronomici

Ma cosa è natura? Cosa vuol dire naturale?

Domande semplici ma al contempo complesse poiché la vita, in tutte le sue espressioni, non è affare che si risolve con un unica teoria elegante. Dunque la natura, e tutto quanto definiamo naturale, non è sottrarre ma moltiplicare i modi di pensare ed interpretare con appropriati concetti ciò che osserviamo e sperimentiamo non con univoco modo di pensare ma in una pluralità di pensieri: questo il vero significato della parola universale che deriva da uni- versus- alia cioè uno verso l’altro.

Le monoculture, in tutti i sensi, quando assurgono a ruolo di univoca teoria valida a spiegare il vivente estremizzano i rapporti impoverendo le potenzialità di un sapere plurimo: da universali divengono un uni -versus che non ammette altri saperi.

L’agricoltura lo ha ben capito sin dalla notte dei tempi con la rotazione delle semine, il rapporto tra ritmi terrestri ed astronomici, elementi basilari per il contadino e così è stato con la biodinamica avviata nel 1924 in un periodo in cui si iniziavano ad avvertire i primi effetti  della chimica applicata alle colture, da qui la domanda sul da farsi rivolta a Rudolf Steiner da un gruppo di agricoltori.

A molti appaiono insolite le indicazioni di Steiner tanto da sollevare obiezioni se non derisione da alcuni esponenti dello scientismo moderno ma la realtà è che esistono, avendone pieno diritto, aziende consolidate e produttive che garantiscono lavoro e prosperità etica a quanti sono quotidianamente impegnati nelle aziende biodinamiche. Questo è un fatto concreto così come lo sono tante espressioni della vita a cui la scienza non riesce ancora a dare risposta sulla loro dinamica.

Quel che potrebbe sembrare un atto di accusa in realtà è un invito al dialogo dato che la stessa scienza, elogiata come garante della verità, molto spesso viene messa da parte come accade con le risoluzioni per la tutela dell’ambiente: occorre cercare la verità e non una formula buona per tutti ad ogni costo.

La ricerca della verità richiede che il fenomeno venga osservato in tutta la sua manifestazione, se lo si segmenta isolandone alcune parti, non è detto si possa comprendere la sua natura. E’ però certo che nel criticare un sistema teorico e sperimentale, la frammentazione potrebbe essere attuata con l’intento di invalidarla a priori. Quindi, va bene l’analisi quando non si applica un preconcetto all’intera dinamica. Nella sostanza, criticare la biodinamica con frasi riportate da chi  ha letto stralci dell’intera produzione di Steiner, sarebbe come voler comprendere la Divina Commedia leggendone solo un canto. Queste modalità creano isolamento, chiusura, in ogni campo a cui si applicano ma l’uomo è un “sistema aperto” disposto per natura allo scambio. Condividere i saperi per riconoscere la bontà delle proprie realtà è simile al mettersi intorno ad un tavolo per mangiare insieme, non a caso si dice “mettersi intorno ad un tavolo per concertare”  e la parola dieta significa regime alimentare o assemblea. L’apertura dell’uomo non è solo a livello intellettuale basti pensare che il feto forma il suo microbioma affidandosi totalmente a quello della mamma. Ecco dunque il tema delle alleanze, del proficuo scambio proposto da Carlo Triarico e da tutta la Presidenza dell’Associazione biodinamica. Comunicare, condividere, non significa perdere di originalità ma nutrirsi ed alimentarsi a vicenda in vista di un bene comune superiore alle singole parti.  Quindi, se intuiamo l’esistenza di un rapporto tra le parti che avviene in un linguaggio invisibile non sarebbe compito del ricercatore, data la realtà dei fatti, abbandonare ogni posizioni preconcetta?

Cosa è dunque natura?

Per Steiner la natura, l’uomo ed il cosmo interagiscono tra loro, questa è la dinamica della vita: la biodinamica. Non vi è separazione ma distinzione nella connessione delle parti in un sistema universale che spetta a noi rendere virtuoso e lo si rende tale quando questa coralità non la si interrompe artificiosamente come accade comprando una merce a pochi centesimi senza chiedersi se il nostro buon affare non è un pessimo affare per qualcun’altro. Nella sostanza l’isolare, lo spezzare il filo rosso di una qualsiasi realtà è non chiarire ma oscurare precisi passaggi con l’intento di disinformare o male informare.

Un’azienda biodinamica è a ciclo chiuso è autosufficiente ma non nel senso di un elitario estraniarsi dal mondo, tutt’altro. Una produzione di questo genere offre una garanzia di qualità in quanto non vi è alcuna interruzione tra i vari passaggi produttivi. In sintesi, volendo parlare di agricoltura biodinamica a questi aspetti sarebbe bene unire la conoscenza diretta di un’azienda biodinamica recandosi di persona per vederne le produzioni, incontrare chi vi lavora, ripristinando un’economia circolare triarticolando tra loro produttore, venditore, consumatore dove quest’ultimo si trasforma da merce tra le merci a diretto responsabile delle sue scelte poiché consapevole delle realtà del produttore e del venditore e gli appuntamenti del  30 maggio e  del 1 giugno organizzati dalla condotta di Slow Food di Bari danno la possibilità di toccare con mano e far capire cosa è un’azienda biodinamica.

Rudolf Steiner

Quello con Slow Food è un connubio fecondo, una collaborazione tra individui che si incontrano di persona per scambiare idee, progettare insieme attività che hanno come scopo la valorizzazione etica di un bene comune. Non possiamo quindi che augurarci di poter avere sempre più spazi d’incontro creati sulla base del rispetto dell’ambiente, dell’alimento che viene prodotto in modo biologico, biodinamico non perché lo si ritiene superiore agli altri, il che sarebbe il comportamento qui denunciato,  ma per via di scelta consapevole e di riscontro oggettivo della bontà del prodotto al di là di chi vorrebbe vietare appellandosi a magie e astrologie varie.           

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